I libri

Avevo 24 anni, insegnavo Educazione Fisica e ginnastica correttiva. A quel tempo scrivo con l’amico Mario Manca, medico fisiatra, un libro per insegnanti. Ecco quindi il mio primo libro pubblicato dalla S.E.I. di Torino, Ginnastica e gioco nell’età evolutiva.

Per alcuni anni non scrivo più libri. Dopo avere conosciuto Wolpe, e aver visto e imparato come usare il rilassamento muscolare, decido di scrivere sempre con Mario Manca nel 1983 un li­bro sul rilassamento muscolare. Verrà pubblicato dall’OMEGA di Torino con il titolo Rilassamento e tecniche comportamentali.

In questo libro spieghiamo la tecnica di rilassamento sviluppata negli anni ’30 dal medico Ed­mond Jacobson. Grazie al rilassamento di Jacobson si imparano a ridurre le tensioni muscolari che si ac­cumulano durante la giornata. È una forma rapida di rilassamento che è impiegata abitualmente in terapia.

Il mio primo interesse per il Training Assertivo risale al 1980. Avevo seguito un seminario tenuto a Venezia dall’amico Hallam sull’argomento. Mi interessa molto. Inizio a leggere i primi libri sull’argomento, tutti libri statunitensi. In Italia il Training Assertivo era agli albori.

Vedendo molti clienti che tendono a subire gli altri, decido di scrivere un libro divulgativo sull’assertività. Essere assertivi vuol dire: non subire o aggredire gli altri.

Nel libro, cerco di rispondere alle domande: come è possibile vivere serenamente i rapporti con gli altri? Come superare la paura del giudizio? Presento le tecniche comportamentali utili per ge­stirsi al meglio nei rapporti con gli altri, e per modificare le proprie credenze che possono essere di ostacolo al vivere serenamente. Il libro, Piacersi non piacere, viene pubblicato nel 1987 dalla S.E.I di Torino e continua a essere stampato dopo 20 anni.

Nel 1989 presento  Piacersi non piacere al Costanzo Show.

In quegli anni ho molti clienti a cui insegno il rilassamento muscolare e penso di scrivere un manuale con alle­gate le cassette audio con la registrazione di dodici lezioni. Inserisco anche un breve programma per sviluppare auto-controllo. Insegno gli esercizi per sviluppare la percezione delle minime tensioni muscolari e imparare ad allentarle. La tecnica è definita Rilassamento Differenziale. Pubblico nel 1989 il corso Rilassamento e auto-controllo.

La casa editrice SEI mi chiede di scrivere un altro libro. Visto il successo che aveva avuto Pia­cersi non piacere. Decido di scrivere un libro paradossale, in cui insegno alle persone come sia pos­sibile stare male e sviluppare paure, ansie, ossessioni e fobie. Il libro è Lo scomportamento (1994) con il sottotitolo Come imparare a stare male e come uscirne. Presento anche questo libro al Co­stanzo Show. È un libro basato sul senso dell’ironia. Che aiuta ad accettare il proprio disagio e a «vedersi dall’alto». Successivamente il libro viene ceduto a un’altra casa editrice. Creo una nuova versione ampliata e modificata rispetto alla precedente. Inserisco la sezione Come sia possibile svi­luppare un atteggiamento positivo nei confronti di se stessi e degli altri. Descrivo come una terapia possa avere successo nel mantenere i risultati se la persona impara a:

  • accettare di avere un problema
  • individuare il problema
  • definire il problema
  • conoscere come si è sviluppato il problema
  • capire come affrontare il problema
  • avere un programma
  • definire gli obiettivi da aggiungere
  • applicarsi al programma

La nuova versione prende il titolo Così non mi piaccio e viene pubblicata nel 2005 dalla casa editrice Gribaudo di Milano

Nel 1998 scrivo il libro per la S.E.I Il problema non è mio è tuo. Anche in questo libro impiego l’ironia e propongo modelli alternativi di «buon comportamento». Nella prima parte del libro descrivo come sia possibile fare soffrire gli altri. Gli argomenti trattati sono: come creare problemi ai figli; come far soffrire il partner; come far soffrire gli allievi e i collaboratori; come far stare male il proprio cane e diseducarlo.

Nella seconda parte: scrivo Come sia possibile imparare il «buon» comportamento, come cioè imparare da un modello ad avere un obiettivo e ad indirizzare il proprio comportamento.

Nella terza parte affronto il tema della positività e di come possiamo diventare gli artefici del no­stro miglioramento, partendo dai nostri bisogni. Termino il libro con i 52 pensieri per volerci bene e per modificare il nostro «dialogo interno» e renderlo più positivo e propositivo. Ritengo che il senso del libro possa racchiudersi in una frase che sentii alcuni anni fa in Birmania: «La vita ha la durata di un battito di ciglia, non ha senso sprecarla». Forse sto diventando un po’ spirituale! Ma penso che ciò possa essere d’aiuto.

Ricomincia da te è il titolo del libro che pubblico nel 2003 con la casa editrice Gribaudi di Mi­lano. È un libro un po’ autobiografico. Racconto di quando sedicenne sentii per la prima volta il termine: «agorafobia». Mio padre era agorafobico. Ricordo nel libro come mia madre ed io cercavamo di aiutarlo a superare la sue paure. Forse questa esperienza mi è servita da stimolo per iniziare a trattare le persone con i disturbi d’ansia.

È un libro motivazionale per aiutare le persone a passare all’azione e a «lottare» con se stessi per superare le proprie paure e ansie. Vi ho inserito anche alcuni racconti come: Il grande lottatore. Il racconto Birmano: il Kublai Khan. Il monaco guerriero. Il ragazzo delle farfalle. La nuvola e il fardello. La due uova.

Passo dopo passo cerco di fare accettare il concetto che: «La paura di perdere è più forte del de­siderio di guadagnare».

Il mio interesse per il trattamento dei soggetti in sovrappeso mi porta a creare dei gruppi di clienti. Ho sempre amato lavorare con i gruppi. Lo trovo più incisivo, si apprende molto dagli altri. Mi rendo conto che i clienti obesi hanno spesso provato diete drastiche. Sempre con l’aspettativa di perdere peso e di mantenerlo. Non hanno mai ottenuto risultati. È risaputo che le persone obese non vanno in palestra perché si sentono giudicate. Penso di scrivere un libro con la collabora­zione di Maria Vittoria Bossolasco dal titolo Perdo peso, pubblicato nel 2006 dalla Gribaudi di Milano.

Inseriamo nel libro nozioni per l’auto-controllo del peso. Come distinguere tra la fame fisiolo­gica ed emozionale. Come auto-monitorarsi. Quali comportamenti tenere in occasione degli acqui­sti, della preparazione del cibo e del consumo. Inseriamo esercizi per imparare a «colpo d’occhio» a riconoscere la quantità di cibo e valutarne le calorie. Poniamo sempre la domanda: quanta attività fisica si deve fare per smaltire un certa quantità di cibo?

Continuando a studiare i programmi per gli obesi e a trattarli, divento sempre più consapevole che per migliorare il loro auto-controllo e imparare ad alimentarsi correttamente è necessario che i clienti facciano esperienze dirette. Elaboro una tecnica cognitivo-comportamentale che chiamo Work&Burn ( Lavora e Brucia). Miglioro i programmi di fitness seguendo costantemente i clienti. È necessario che acquisiscano nuove abitudini. Sviluppino il piacere di allenarsi con attività aerobiche e con i pesi. Scrivo un nuovo libro per spiegare questi concetti. Il titolo del libro è Voglio perdere peso, pubblicato nel 2008 con la casa editrice Giunti di Firenze.

Avendo sempre amato i cani, e consapevole come spesso diventino simili ai loro padroni, de­cido di scrivere un libro che ha come protagonisti i cani: L’amico Barry e la strada del Vivere Bene, per le edizioni Gribaudo di Alessandria. Barry è un cane San Bernardo che viene considerato dagli altri cani un «Maestro». È un cane equilibrato che insegna attraverso un percorso esperienziale a modificarsi. Vengono a trovarlo quattro cani: Tom, un bassotto presuntuoso ed arrogante; Ula, un pastore tedesco femmina impulsiva ma con sensi di colpa; Gino, un molossoide un po’ indolente; e Poldo, un spinone con bassa autostima. Inizierà per tutti loro uno stimolante percorso che li modifi­cherà. La storia termina con il saluto dei quattro cani al loro «maestro» che senza mai imporre nulla ha permesso loro di fare incredibili esperienze.

Tratto dal libro:

«Ora tutti i cani guardano attentamente Barry e abbassano il capo. È il loro modo di riconoscere in lui il loro maestro. Un maestro che non ha mai voluto esserlo. Senza dire nulla si allontanano lentamente, ancora un fugace sguardo in direzione di Barry che immobile li sta osservando. Poi si mettono a correre verso le loro case. Ed è l’inizio delle loro storie».

 

 

 


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